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    nestore verre

    A colloquio con Nestore Verre

    Settimanale: Mezzoeuro
    a cura di Francesca Gabriele


    Musicalmente quando nasce Nestore Verre?
    Scrivo canzoni da piccolissimo, sin da quando ancora, non mi rendevo conto di avere questa attitudine. Il mio è stato un percorso al contrario, nel senso che prima ho scritto canzoni e dopo, per necessità, ho dovuto musicarle. Per mia scelta e per il mio modo di essere sono stato alieno al mondo, infatti, tendenzialmente, in passato, tendevo a nascondermi. Successivamente, mi hanno convinto ad incidere le mie canzoni e devo dire che sono riuscito a promuovermi al meglio. "Su di te", il mio primo lavoro risale all'anno 2008, ed è stato anticipato dal singolo "La luna (e il fiume in piena)", che ha girato molto dalle semifinali di Castrocaro fino a Sanremo Rock. Fin qui mi nascondevo mentre facevo finta di mostrarmi.
    La promozione vera e propria del tuo lavoro quando è iniziata?
    Con il lavoro "Se ti va" del 21 giugno 2011, ho iniziato a promuovermi al meglio, insomma, mi sono alienato al contrario.
    In che senso ti sei alienato al contrario?
    Ho iniziato a vivere questo sistema, questo mondo, a modo mio. Se prima mi nascondevo, col tempo, sono riuscito a fare uscire la mia esuberanza.
    Come ci descrivi questo mondo da cui pensavi dl alienarti?
    Descriverlo non è facile: mi rifaccio ad una frase di Oscar Wilde "etichettare è un po' come limitare". Il mio mondo si muove dalla realtà al surreale e racchiude quello di cui abbiamo bisogno senza rendercene conto perché stiamo troppo al passo con la routine quotidiana pur avendo sempre in testa i propri sogni e magari il desiderio di essere altrove.
    Nestore, esprimi concetti filosofici, ma la filosofia quanto ha a che fare col tuo modo di essere?
    Non ti nascondo che tante volte mi ritrovo col pensiero di Hobbès e, perché no, anche con quello di Platone. Ho letto seppure a metà I pensieri di Pascal che, però, non approdano ad una soluzione, quindi ho preferito sospendere la lettura. Con le mie canzoni essenzialmente cerco di trasmettere il rispetto per se stessi e il mio stile va in maniera del tutto naturale dal romantico al filosofico.
    Come riesci a far incastrare realismo e idealismo?
    E importantissimo capire che in noi esistono delle cose che neanche sappiamo. Le mie canzoni, lo dico senza presunzione, forse, hanno il compito di dar nome all'inesistente: in natura esiste il caos e il bisogno dell'uomo è quello di dare un nome a ciò che lo circonda e soprattutto ha bisogno del cosmo.
    Perché ti definisci un visionario?
    Perché le mie canzoni trovano origini da certe visioni. Quando scrivo vado in trance, testi e musica nascono insieme e la canzone diventa qualcosa di molto simile a un viaggio.
    "Se ti va combatti sempre per la libertà di essere quello che senti dentro, vai fino in fondo e vivi più che puoi". Questo è il senso del tuo brano "Se ti va". Per te cos'è la libertà?
    La libertà di cui parlo in questo brano è quella interiore. La libertà è l'istinto di chi si sente in prigione, ma è anche verità, sentirsi se stessi. Tutto quello che riesco a scrivere è molto simile ad un quadro, difatti, dipingo emozioni.
    La realtà dl Cosenza ti è mai stata troppo stretta?
    Ho iniziato seriamente questo percorso musicale da sette mesi. Prima il mio interiore non mi permetteva di fuoriuscire oltre me. Ti spiego: da sempre è stato terapeutico scrivere, però, nascondevo tutto a tutti. Il mio primo singolo "La luna (e il fiume in piena)" sono riuscito ad inciderlo nel 2007 Quando ho fatto ascoltare il brano a mia mamma le è piaciuto molto e pensa che neanche lei immaginava che io scrivessi testi. A me suonare anche per una sola persona, mi basta se la mia musica riesce ad emozionarla. Per venire alla tua do manda, a Cosenza, a dirti il vero, ci sto poco, ho sempre suonato altrove.
    Chi è oggi Nestore Verre?
    Sono sempre io, con più forza. Mi sento molto meglio rispetto al passato.
    Il 15 marzo uscirà Il nuovo Singolo "Charlotte". Perché questo titolo?
    Un giorno di qualche tempo fa mamma ha comprato un settimanale di cronaca rosa e ho visto in foto, Charlotte, la figlia di Carolina di Monaco, mi ha colpito il suo viso pulito e da qui il titolo del mio singolo.
    Nestore, non vivi solo per la musica, ma ti occupi anche dl sociale. In che modo sei impegnato in questo campo?
    Ho fatto parte dell'associazione cosentina "Dedalo" un progetto da cui ho preferito distaccarmi per motivi personali. Recentemente, ho dato il mio contributo alla fondazione per l'infanzia Ronald McDonald Italia, nata nel 1999, con l'obiettivo di aiutare i bambini malati e in condizione di disagio ad avere un futuro migliore.
    Come sta andando il Rende calcio, squadra della tua città?
    Me ne sto occupando pochissimo. Preferisco scendere direttamente in campo.
    Nestore, cosa farai da grande?
    Spero di continuare ad essere giovane dentro. Tu, m'insegni che la vita non è facile; forse, è bella anche per questo.

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