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    Nestore Verre: "A tempo", un video di Marco Caputo

    Web Magazine: Calbria on Line
    a cura di Dario Greco


    Il fermento della scena video cosentina si avverte sempre di più, e in particolare sul web c'è spesso qualche interessante news di nuovi progetti, siano essi spot commerciali, cortometraggi o video musicali. Particolarmente nel discorso dei videoclip registriamo grande fertilità e movimento.
    Ne sa qualcosa Marco Caputo, che coadiuvato dallo scrittore e attore Davide Imbrogno, sta realizzando alcuni lavori di assoluta levatura tecnica e concettuale. Questa volta tocca al cantautore rendese Nestore Verre, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, visto che le sue canzoni sono in rotazione sulle maggiori radio nazionali e nei circuiti di altri paesi quali Spagna, Grecia e Slovenia. Questo nuovo brano, A tempo, è un blues metropolitano con tinte funky alla Zucchero e un testo "rabbioso" come un Gianluca Grignani d'annata al vetriolo.
    Quella di Nestore Verre è la "NestoREvolution" music, una musica fatta di emozioni, incazzature e sentimenti. Un personaggio insolito nel panorama locale.
    Davide Imbrogno ha scelto per questo video un' ambientazione di stile cinematografico, e nella sceneggiatura (suo anche il soggetto) emerge una voglia di osare e di provocare che è audace, stimolante e vera.
    Il video è un'odissea nei meandri di un girone dantesco odierno, con calate agli inferi strappate a maestri del cinema quali Quentin Tarantino, Robert Rodriguez e Micheal Mann. Ci sono infatti personaggi grotteschi come una suora con un braccio rotto, che va a pregare in una discoteca-night, un cliente al banco con un stetoscopio, omaggio al film "America Oggi" di Altman, con Tom Waits, e poi ancora politici-burattinai col vestito per uccidere, baristi con evidenti problemi alcolici, ballerine di musica classica, peccati da confessare, soldi da spendere e vite da bruciare. Un video che piacerebbe a Paolo Sorrentino.
    E su tutti svetta la presenza scenica di Nestore Verre con la sua t-shirt bianca e con una chitarra fiammante. Marco Caputo dirige con mano sapiente, impastando luci, volti, sensazioni e rendendo palpabile una natura umana che strepita per essere "visionata" e per non restare "invisibile" in questo mare di fuoco che stiamo attraversando. Non a caso le soluzioni cromatiche preferiscono tinte fosche, oscure, infernali.
    Un bel "paccaro" come piace dire a loro. La scena cosentina vibra di luci, di suoni e di storie di vita.

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