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    nestore verre

    Nestore Verre, il destino del poeta guerriero

    Web Magazine: Pè Provocà
    a cura di Dario Greco


    Uno sguardo appassionato e romantico sulla vita con la più grande gamma di sensazione e sentimenti. A viso aperto, dritto contro un mondo ostile. Le parole che canta Nestore Verre sono semplici ed essenziali, capaci di far subito immedesimare l’ascoltatore con il narratore e di entrare in confidenza in punta di piedi, stabilendo un rapporto univoco ed empatico che ti azzanna come un morso alla gola e non ti lascia in pace. I suoni delle sue canzoni sono riverberi di un mondo onirico fatato, di ricordi e reminiscenze di un trascorso in cui ogni cosa poteva essere risolta grazie al sentimento, alla sintonia e alla sincerità. Nestore Verre canta l’amore nel vivere odierno, lo canta a volte con malinconia per una storia passata, a volte con passione e rabbia per ciò che deve ancora nascere. La capacità di trovare interessanti elementi del mondo che quotidianamente ci circonda, lo rende un cantautore cosmico di impostazione e tradizione italiana, ma senza disdegnare anche il gusto per il particolare, per quelle atmosfere che fecero la fortuna di autori come William Blake e Oscar Wilde, due dei suoi autori preferiti.
    Dotato di una sensibilità e di un dono musicale fuori dal comune, nelle canzoni di Nestore Verre ci appare chiaro il suo sentimento di non restare nell’anonimato, ma di rincorrere il desiderio, di lasciare il segno, per diventare qualcuno, riscattando se stessi e la propria anima, senza mai cedere alla disperazione e alla disillusione. Esempio positivo, onesto, che forse a causa dei suoi sentimenti innocenti e selvaggi paga il prezzo delle proprie scelte, dell’essere ribelli, ma con una causa. Tanto che se si ascolta con attenzione il suo lavoro si percepisce questa necessità di cambiare lo stato delle cose. Che cosa ci spinge, oggi, a ricercare verità e bellezza? Può un cantautore da solo, sorreggere il fardello di speme e di responsabilità? Che esempio deve dare oggi un cantante pop? Nestore Verre, lo si avverte subito forte, nelle sue liriche, è un narratore attuale che però non rinuncia al senso estetico classico, né al gusto per la bellezza e per le armonie del mondo. La vita è un viaggio nei meandri del proprio sentire, ne deve valere la pena per forza, vivere, lottare, amare e sperare. Questo il messaggio, questo il compito per un giovane autore che vuole far conoscere la propria arte, i propri sentimenti, il realismo di una voce, fuori dagli schemi e dalle logiche di un mercato che vuole tutto “normale”, banale e scontato. Nelle sue canzoni, compie una ricognizione al termine dei compromessi e della natura umana, per far ritorno più saggi e forti, più giusti, consapevoli, eppure sfrontati verso le difficoltà, arrabbiati contro i soprusi e le angherie dei prepotenti, dei burattinai che sorreggono le scelte e le azioni delle nostre vite, muovendone i fili, come canta in “A tempo”. Ciò che però il cantautore rendese vuole comunicare attraverso la sua voce e le sue canzoni è la possibilità di trovare conforto, appagamento e un riparo dalla tempesta, da questo vivere odierno, che è pieno di strepiti e di furore, ma che appare sempre più insensato e privo di ragioni d’essere, come direbbe Shakespeare. Le nostre esistenze sono qui, a disposizione, come dice in Se ti va, combatti sempre per la libertà di essere, munifico scontro quotidiano, Moloch, orrore che senza soluzione di continuità mischia il sogno, la realtà l’ideale e il disagio. Nestore Verre è un cantante onesto, perbene ma con un animo complesso e uno spirito inquieto. Musicalmente capace di coniugare con maestria timbriche moderne ed elettroniche, con i suoni caldi e vintage come la chitarra acustica o il pianoforte; la sua voce si muove perfettamente a suo agio tra gli strumenti ed è essa stessa uno strumento duttile a servizio dei testi, e delle melodie che va ad interpretare. Ci sono dei guizzi, dei virtuosismi, è vero, ma non solo mai fini a loro stessi, ma elemento narrativo di una trama più ampia. Perché nessuna canzone inizia o finisce, no, le canzoni sono parte di un discorso più ampio, sono ricordi del tempo e sentimenti che fanno pezzi di vita, memorie passate di un inconscio collettivo, tasselli di un puzzle impazzito che noi cerchiamo di far sempre combaciare. Ricordi, sensazioni, reminiscenza. Nestore, oggi, non insegue il successo, insegue la vita: perché più lunga e meritevole di attenzione è la strada che conduce alla consapevolezza. C’è un immagine precisa per distinguere Nestore. Un albero illuminato da una piccola lanterna, in uno scenario fatato e magico. Un uomo sale a bordo della sua moto, nella testa è confuso, ma il suo cuore ha un pensiero preciso ed è rivolto ad una persona speciale: Spero tu stia osservando questa misteriosa ed onirica luna. Con lo stesso sguardo sognante di romantico trasporto: velivolo fatato in un cielo di stelle disperate ed agonizzanti, perse tra sospiri e bagliori nelle barbarie di questa vacua resistenza chiamata vita. Questa è la poetica di Nestore Verre, giovane e carismatico cantante di cui spesso sentiremo nuovamente parlare. Perché la NESTOREVOLUTION è iniziata e noi ne siamo già parte integrante. Lo scopriremo più avanti lungo la strada, se ci va, naturalmente.

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