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    nestore verre

    Un singolo per sognare

    Quotidiano: Calabria Ora
    a cura di Emilia Morelli


    Manca poco, ancora 3 giorni e Nestore Verre, musicista e cantautore cosentino, delizierà le orecchie di tutti coloro che sono già suoi fan e tutti quelli che lo saranno con l'uscita di un cd contenente 3 tracce, il video e il singolo di "Se ti và" pubblicato in collaborazione con la casa discografica "Discograficamente" di Trento. Nestore ha uno sguardo profondo, dai suoi occhi trapela l'animo di un artista poliedrico: poeta, cantante, musicista. Si rapporta alla vita con l'istinto di chi pur avendo superato innumerevoli difficoltà non ha smesso di sognare.

    Qual'è stato il tuo primo approccio alla musica?
    «La passione per la musica è stata innata, da quando ero piccolo scrivevo canzoni inconsapevolmente. Essenzialmente ho sempre scritto per me stesso, nella musica ho trovato riparo, conforto, mai come quando scrivo la mia musica esprimo le mie emozioni: la musica è l'unica entità in cui sento di non avere vincoli. Il primo singolo che ho inciso intitolato "La luna e il fiume in piena" risale al 2007; seguito da un album nel 2008 "Su di te".»
    Ritieni che la tua musica sia riconducibile ad un genere definito?
    «Non mi piace etichettare e dare definizioni delle cose in genere, immaginarsi della mia musica. All'interno del mio nuovo singolo vi sono sperimentazioni date da un insieme di violini e tredici chitarre distorte.»
    E nonostante questo riesci a produrre un genere musicale orecchiabile e accessibile a tutti.
    «Lascio che sia l'ascoltatore a giudicare, del resto non tutto ciò che è bello e strano deve essere necessariamente di difficile comprensione. Nelle mie canzoni dipingo emozioni, dal mio microcosmo di vita personale passo al macrocosmo e chiunque ascolta i miei testi può percepire e vivere le emozioni che più gli appartengono,del resto la realtà è così soggettivamente mutevole. Inoltre "Combatti sempre per la libertà" canto: sono parole semplici per esprimere concetti forti in cui ogni persona può trovare il proprio personale riscontro.»
    Cosa c'è da dire di "Se ti và"?
    «In questo brano, come in tutti gli altri, c'è una parte di me: in particolare la canzone vuole essere una sorta di riscossa, c'è la consapevolezza di volersi rendere in forza per raggiungere una libertà allo stato brado. Rafforzativo ed estensione della canzone è il video contenuto nell'album.»
    Mi ricordi vagamente Tom Yorke, cantante dei Radiohead. Hai risentito di qualche influenza musicale?
    «Effettivamente ci accomuna la sorta di trans in cui entrambi precipitiamo nel momento in cui trasformiamo le nostre emozioni in musica, ma a livello di influenze non credo ci sia stato un artista in particolare, in quanto amante della musica mi piace tutta. Il più grande per me forse resta Michael Jackson, ma ho una cultura musicale varia che comprende Bob Dylan, Jim Morrison, ma anche la musica italiana.»
    In sintesi non soltanto la tua musica non è riconducibile ad un unico genere ma anche la tua personalità e in generale la tua vita.
    «Vero. Mi viene in mente una strofa di "Se ti và" in cui canto "Vivi più che puoi!" come monito rivolto a me stesso".»
    É un monito e un consiglio che ognuno dovrebbe dare a se stesso. Grazie. Da Calabresi, orgogliosi di te, ti auguriamo il successo che meriti.

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